| 
  • If you are citizen of an European Union member nation, you may not use this service unless you are at least 16 years old.

  • Files spread between Dropbox, Google Drive, Gmail, Slack, and more? Dokkio, a new product from the PBworks team, integrates and organizes them for you. Try it for free today.

View
 

Problema Rifiuti

Page history last edited by Gemma De Rosa 9 years, 3 months ago

Gestione Rifiuti:

In Italia,ma purtroppo anche in tutto il mondo il problema dei rifiuti continua a crescere in modo smisurato provocando danni molto gravi alla salute dell'uomo e al paesaggio naturale.Ecco un'accurata relazione su cause e problemi di questo fenomeno,ma anche possibili soluzioni e rimedi adatti a contrastare questo problema.


 

Membri del Gruppo

 

  • Arieta Carlo 
  • Colantonio Carmine 

 

Analisi dettagliata del fenomeno con il Prof. Paul Connett :

 

 INCONTRO CON PAUL CONNET - Scalea

 

Nello scorso mese di dicembre, presso la biblioteca del comune di Scalea, il professor Paul Connett, che attualmente sta attraversando il mondo e soprattutto l'Italia,ha proposto valide soluzioni per riuscire a marginare il catastrofico problema dei rifiuti

La presentazione del professore si è suddivisa in 2 parti: l’incenerimento e le alternative (alquanto migliori..).
I problemi derivanti dall’incenerimento dei rifiuti urbani sono le emissioni tossiche, lo smaltimento delle ceneri, l’opposizione dell’opinione pubblica, i costi finanziari.
L’incenerimento non è una pratica sostenibile.
Se si considerano le emissioni tossiche si è particolarmente preoccupati per ciò che riguarda i metalli tossici (piombo, cadmio, arsenico, mercurio, cromo) in quanto elementi che non è possibile distruggere. La cosa peggiore è che tali metalli si disperdono nell’atmosfera finendo nelle ceneri e tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte.
Si tratta di sostanze estremamente tossiche, mai create nemmeno in un laboratorio chimico.
Sia questi metalli tossici che le diossine vengono buttate fuori dall’inceneritore sotto forma di particelle estremamente sottili che possono penetrare profondamente all’interno dei nostri polmoni entrando rapidamente nella circolazione sanguigna.
Per 21 anni il Professor Connett si è occupato dello studio delle diossine, sostanze chimiche tra le più tossiche. Da un punto di vista chimico le diossine sono stabili, ma da un punto di vista biologico sono molto attive, in pratica è come se accendessero e spegnessero i geni, ma nel momento sbagliato. Quando si attiva un gene significa che si sta producendo una proteina diversa. Il meccanismo genetico è praticamente simile al meccanismo ormonale, relativo alla produzione di ormoni. Le diossine interferiscono con 6 diversi ormoni, tra cui gli ormoni sessuali femminili e maschili e gli ormoni della tiroide, fondamentali per lo sviluppo fetale. Ciò vuol dire che se un feto è esposto alle diossine, durante la gravidanza, potrebbe essere seriamente danneggiato nel suo sviluppo.
La maggioranza delle diossine che assimiliamo provengono dal cibo che ingeriamo (le diossine tendono ad accumularsi nelle sostanze grasse).
Nel 1987, in seguito ad alcuni studi e calcoli, Connett ha determinato che in 1 litro di latte di mucca c’è l’equivalente, dal punto di vista di concentrazione di diossina, di quella che respireremmo nell’aria se vivessimo vicino una fattoria dove pascolano le stesse mucche per un periodo di 8 mesi.
Quindi fondamentale è che gli inceneritori non siano costruiti vicino ad industrie alimentari, pascoli, fattorie, laghi..(come ad esempio l’inceneritore di Parma costruito vicinissimo alla città e quindi vicino all’industria del parmigiano Reggiano e del prosciutto di Parma..).
Una volta che le diossine penetrano nel nostro organismo non si riesce più a liberarsene, tranne che nel caso di donne incinte, in quanto avviene un trasferimento delle diossine dal corpo della donna al feto. Quindi l’essere più fragile è anche il più esposto ad alti dosaggi di diossina.
In America dal 2003 l’Istituto di medicina degli Stati Uniti ha organizzato una forte campagna di sensibilizzazione rivolto a tutte le donne (dai 5-6 anni di età) per la riduzione di assimilazione di diossine attraverso varie raccomandazioni - per esempio - ridurre i grassi animali nella propria alimentazione. L’obiettivo è quello di mettere tutte le donne al corrente dei problemi e dei rischi generati dalle diossine nei propri feti.Ne deriva che tutte le persone vogliono ad alta voce che la diossina non sia presente nei cibi di cui si nutrono..
In Italia, invece, il problema non sussiste visto che il governo non si preoccupa nemmeno di misurare il livello di diossina negli alimenti..quindi l’ignoranza rende felici..è il metodo italiano..
La cittadinanza, negli Stati Uniti, vuole veramente porre fine agli inceneritori e alla pratica di incenerimento che rappresenta una delle principali fonti di produzione di diossina.
Ci sono 3 punti chiave per proteggere la salute pubblica:
-          leggi severe
-          adeguato monitoraggio
-          applicazione rigorosa della legge da parte delle autorità
Il monitoraggio in Italia è assolutamente inadeguato, infatti in base alla legislazione italiana è sufficiente effettuare test di 6 ore 2 o 3 volte l’anno, avvisando l’azienda interessata un mese prima del test, in modo tale che l’azienda, appunto, si prepara ed il controllo diventa quasi come un barzelletta..
Gli inceneritori causano 2 tipi di ceneri: quelle di fondo e quelle volatili, che insieme formano il 30% dei rifiuti bruciati. Si tratta di livelli tossici elevatissimi..
In America, alla fine degli anni ’80, i test effettuati su tali ceneri, per misurare il livello di piombo consentito, portavano il seguente risultato:
-          ceneri di fondo­­: superamento dei livelli consentiti nel 100% dei casi
-          ceneri volatili : superamento dei livelli consentiti nel   38% dei casi
-          controlli combinati sui 2 tipi di ceneri: superamento nel 50% dei casi
Precedentemente per legge tali ceneri  dovevano essere smaltite in apposite discariche per rifiuti tossici pericolosi, ma in seguito ad una vera e propria rivolta di tutti gli industriali pro-inceneritori, fu cambiata la legge (sulla tipologia dei test..) e da lì in avanti, tutte le polveri superarono i test e non solo vennero smaltite in normali discariche ma addirittura utilizzate, in alcuni casi, come copertura di discariche. Nulla di scientifico, solo politica..
Vediamo come avviene lo smaltimento delle ceneri in altri paesi del mondo:
GERMANIA-SVIZZERA-AUSTRIA: ceneri volatili racchiuse in buste di nylon e depositate in saline (stessa modalità utilizzata in Germania per il trattamento dei rifiuti nucleari)                                              
GIAPPONE: alcuni inceneritori assorbono le ceneri e tramite un particolare processo le trasformano in un materiale simile al vetro
DANIMARCA: il paese ecologista per eccellenza ha attuato una eccellente soluzione: esporta le ceneri in Norvegia
ITALIA: nessuno lo sa..
 
I politici in generale (alquanto pigri..) sono favorevoli agli inceneritori..sta loro bene così.. una bella soluzione pronta e confezionata..senza troppi sbattimenti.. Ma l’opinione pubblica è molto contraria invece, lo testimoniano le visite del Professore in 48 paesi differenti..
 Negli Stati Uniti dal 1985 a oggi sono state bocciate oltre 300 proposte di costruzione di inceneritori e dal 1996 non c’è più stato nessun progetto autorizzato.
In Italia, invece, grazie al nostro governo, sappiamo bene che non è così..
L’incenerimento, in realtà, rappresenta un investimento economico per nulla redditizio, dove gli investimenti vanno in attrezzature, macchinari e problematiche complesse..e se si costruisse questo nuovo inceneritore a Rimini, pochi si arricchirebbero intorno a questo business, mentre tutta la comunità ne pagherebbe le conseguenze per i prossimi 20-25 anni. Gli inceneritori sono solamente uno spreco di energia..e se è l’energia la questione principale, fondamentale è riciclare, riutilizzare e non bruciare..
Ci sono 2 dinamiche connesse all’incenerimento: la tossicità e la sostenibilità, quest’ultima di estrema importanza e attualità nell’anno in cui viviamo..
Anche nel caso di un metodo di incenerimento sicuro mai si potrebbe renderlo ragionevole e proponibile, in quanto non ha senso spendere così tante risorse finanziarie per distruggere risorse che invece dovremmo condividere con generazioni future.
Il concetto dei grandi uomini potenti oggi è quello di un pianeta “usa & getta”, una McDonaldizzazione della società con cui si intende indicare l'adozione, nelle più importanti istituzioni sociali, dello stesso principio di razionalizzazione e standardizzazione della gestione delle risorse umane ed economiche che la McDonald's adotta nei suoi ristoranti. (..c’è un libro dal titolo: “L' era dell'iperconsumo. McDonaldizzazione, carte di credito, luoghi del consumo e altri temi” .
Negli Stati Uniti, nel momento in cui un ragazzo finisce la scuola superiore, circa a 18 anni, ha visto più o meno 350.000 spot pubblicitari. Si potrebbe dire che, a quel punto, è già programmato per tutto il resto della vita, una vita portata al consumo esagerato oggettivo, secondo la filosofia americana esportata in tutto il mondo: più si consuma e più si è felici. Si vive come se fosse a disposizione un altro pianeta sul quale potersi trasferire, a partire dalla logica di vita del Presidente Bush..
Se si continua a gettare via, tutte le risorse presto si esauriranno..iniziamo già ad accorgercene con il petrolio che sta iniziando appunto ad esaurirsi. Si deve smettere di nascondere le prove in una discarica o bruciarle in un inceneritore. Il problema va affrontato e non nascosto..ed il problema principale non è trovare modi per liberarsi dai rifiuti.. la vera sfida del XXI secolo consiste nello smettere di produrli e di generarli questi rifiuti.
E’ necessario migliorare ed affinare i metodi di produzione più che i metodi di distruzione.
 
Il Prof. Connett e la STRATEGIA RIFIUTI ZERO PER L’ANNO 2020:
-          no all’incenerimento
-          no alle discariche
-          no alla società “usa & getta”
-          si ad una società sostenibile
Un obbiettivo idealistico nell’arco di una tempistica realistica.
Anche in questo caso 3 i punti chiave per poter portare a termine l’obiettivo:
-          responsabilità industriale
-          responsabilità della comunità
-          buona leadership politica che permetta un buon dialogo tra industria e comunità
Esempi nel mondo dell’industria di azioni tendenti alla strategia rifiuti zero: una famosa industria europea sta recuperando tutte le vecchie fotocopiatrici da 16 diversi paesi e le sta portando in enormi depositi in Olanda, dove vengono smontate e conseguentemente riciclate e riutilizzate per il 95%. Così facendo questa azienda risparmia 76 milioni di dollari l’anno.
Questo è un metodo fattibile da ogni industria, che ogni volta che tenterà di ridurre la produzione di rifiuti risparmierà denaro. Questo dovrebbe essere il forte messaggio da inviare agli industriali.
Per ciò che riguarda la responsabilità della comunità, prima di arrivare alla produzione di rifiuti ci sono tantissimi oggetti che potrebbero essere riciclati, sistemati, rivenduti..(mobili, elettrodomestici..). Ogni volta che nel mondo questo viene attuato si creano del business e posti di lavoro.
In Tasmania sono stati vietati i sacchetti di plastica, mentre in Irlanda è stata messa una tassa di 15 cent su tali sacchetti, riducendo il loro utilizzo da parte della popolazione del 98%, popolazione tendente ora a scegliere sacchetti di materiali riciclabili. In Canada, l’industria della birra, riutilizza le bottiglie di vetro da oltre 50 anni, recuperano oltre il 98% delle stesse bottiglie, creando più di 2000 posti di lavoro nell’indotto e a costo zero per le amministrazioni locali. In pratica hanno quasi raggiunto l’obiettivo dei rifiuti zero e tutto questo lo fanno già da 50 anni..
Si passa poi alla raccolta porta a porta e alla raccolta differenziata. Naturalmente è necessario fare la raccolta differenziata del materiale organico,considerato dal Professore come un frutto di cattiva progettazione industriale che sarebbe da evitare.
Per quanto riguarda poi gli edifici è molto meglio decostruire che demolire, altra logica interessante per la creazione di business e nuovi posti di lavoro.
L’Italia dispone di uno dei migliori istituti di ricerca al mondo per la progettazione di raccolta differenziata o porta a porta efficiente ed efficace rispetto ai costi. Si tratta della Scuola Agraria del Parco di Monza .Questo istituto ha progettato e diffuso metodi di raccolta differenziata in tutta Italia. Un esempio riguarda la regione Lazio che in un anno è riuscita a raggiungere più del 54% di raccolta differenziata. Un risultato da record mondiali.. Sono comunque svariati i comuni italiani che con la raccolta differenziata riciclano sino l’80% dei rifiuti, risparmiando denaro, creando posti di lavoro e rendendo meno sporco il paese.. E’ quindi errato sostenere che la raccolta differenziata costa di più.
Inoltre è possibile organizzare un’efficiente raccolta differenziata non solo in piccoli comuni ma anche in grandi città. Il Professore porta l’esempio di San Francisco, una città con 850 mila abitanti, seri problemi di spazio e per di più con 3 lingue parlate (inglese, spagnolo, cinese) per cui la necessità, nonché ulteriore difficoltà, di realizzare tutte le campagne di informazione in 3 lingue diverse. Nonostante tutto ciò, nel 2000 erano riusciti a raggiungere il 50% di raccolta differenziata, nel 2004 il 63%, l’obiettivo per il 2010 è raggiungere il 75% mentre per il 2020 l’obiettivo è il 100%, zero rifiuti. Questo intendono farlo con 3 cassonetti diversificati: blu per i rifiuti riciclabili, verde per i composti, nero per i residui. La città è stata tappezzata ovunque di manifesti illustrativi dei 3 cassonetti, con slogan pubblicitari semplici e fruibili. Ogni famiglia mette davanti alla propria porta i 3 cassonetti. Passa il camion dei rifiuti, prende i cassonetti del compost e li porta a 70 miglia dal centro, nelle campagne, dove vengono utilizzati da fertilizzanti per la coltivazione di frutta e verdura che poi tornerà alla città..
Un famoso professore della  Scuola Agraria del Parco di Monza dice che in Italia anche se ogni famiglia fosse impegnata completamente alla raccolta differenziata dei rifiuti organici per fare il compostaggio, questo non sarebbe comunque sufficiente per soddisfare le esigenze di compostaggio esistenti in Italia.
Il cassonetto blu invece viene portato alla centrale di riciclaggio, un centro molto innovativo del quale la maggior parte delle apparecchiature sono state progettate e costruite in Italia.
In questi centri,tutti i materiali lavorati e separati sono tutti riutilizzati.In Scozia hanno un impianto per la separazione della frazione residua per suddividere quanti più rifiuti riciclabili possibili dalle sostanze tossiche. Gli imballaggi non tossici sono smaltiti in discarica, mentre la parte organica sporca viene sminuzzata e passata ad un'altra fase di compostaggio ai fini della stabilizzazione biologica. Questa frazione organica, quando verrà smaltita in discarica, sarà stata neutralizzata e, quindi, non più tossica. Tale impianto è in funzione 24 ore al giorno.
In Italia è necessario creare un centro di ricerca per la separazione della frazione residua e per trovare utilizzi locali di questi materiali.
Ci sarebbe bisogno anche della costituzione di un istituto nazionale di progettazione industriale, per ottenere una società sostenibile. Si potrebbe anche dare consulenza alle industrie per migliorare i processi di produzione.Questo istituto dovrebbe poi essere in contatto con tutti i centri di ricerca, ma ciò naturalmente implicherebbe una consapevolezza e sensibilizzazione da parte del governo italiano, in modo da prendere sul serio la questione trattamento e gestione rifiuti.
Tutti produciamo rifiuti e tutti siamo parte del problema, ma se avessimo una leadership giusta noi saremmo tutti parte della soluzione. E’ davvero l’ora che i politici prendano sul serio la questione.
Le persone e le industrie vanno educate da questo punto di vista. Se non si riesce a riciclare e compostare i rifiuti l’industria dovrebbe evitare di produrli.
Einstein diceva: una persona intelligente risolve il problema, un genio evita il problema.
Non c’è nessuna necessità di costruire inceneritori perché esistono alternative migliori e più sicure: migliori per l’economia, migliori per il nostro pianeta, migliori per i nostri figli e per le prossime generazioni.Infine il professore si lascia andare ad un po' di umorismo,dicendo che.....
DIO RICICLA
IL DIAVOLO BRUCIA

 

 

 Rappresentazione grafica:

 

 

    

Diverse cause che provocano rifiuti.                    Una civilta' lineare.                               Rifiuti organici che provacano ceneri tossiche    

 

                     LaMcdonaldizzazione subita dal mondo.     Lo smog in Italia e in Europa.                  La Strategia "Rifiuti Zero" introdotta dal Prof.PAULCONNETT

 

 Conclusioni:

 

 

Infine come abbiamo potuto notare,la nostra responsabilità e' davvero molta se consideriamo che basterebbero piccoli gesti per cominciare a migliorare il problema rifiuti.Per questo concludiamo dicendo che, se prendessimo spunto dalla molto utile campagna contro i rifiuti portata avanti da piu' di 20 anni dal Professore Paul Connett,"Rifiuti Zero",adesso l'attuale situazione del nostro pianeta non sarebbe cosi' grave,ma se ci impegniamo anche con il minimo sforzo vedremo che attraverso una buona organizzazione dell'Industria(a monte), Comunità (a valle) e Politica (per gestire le precedenti attività con saggezza), riusciremo a emarginare molti di questi gravi problemi.

 

 

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.